• Record Label: Sony
  • Release Date: Jul 16, 2013
User Score
8.3

Universal acclaim- based on 53 Ratings

User score distribution:
  1. Positive: 48 out of 53
  2. Negative: 3 out of 53

Review this album

  1. Your Score
    0 out of 10
    Rate this:
    • 10
    • 9
    • 8
    • 7
    • 6
    • 5
    • 4
    • 3
    • 2
    • 1
    • 0
    • 0
  1. Submit
  2. Check Spelling
  1. Jul 16, 2013
    6
    I definitely agree that Pet Shop Boys have delivered their best album in years. The question is, however, if this is enough. Frankly, I don't think so. The album suffers from lack of hits (a hit, to be exact) and, if compared, to phenomenal Daft Pank, is just mediocre. What is an asset is production, which makes the album listenable as a whole.
  2. Dec 9, 2013
    6
    Innanzitutto, mettiamo le mani avanti: io e i Pet Shop Boys ci siamo sempre tenuti ben lontani l’uno dagli altri e avremmo continuato a ignorarci se non mi fosse capitato sotto le orecchie per puro caso questo disco dopo aver letto una bella intervista a Neil Tennant su Mojo. L’ascolto di questo dodicesimo album in studio del duo inglese non colma di granchè la distanza, ma innegabile cheInnanzitutto, mettiamo le mani avanti: io e i Pet Shop Boys ci siamo sempre tenuti ben lontani l’uno dagli altri e avremmo continuato a ignorarci se non mi fosse capitato sotto le orecchie per puro caso questo disco dopo aver letto una bella intervista a Neil Tennant su Mojo. L’ascolto di questo dodicesimo album in studio del duo inglese non colma di granchè la distanza, ma innegabile che il loro pop da ballo sia divertente (oltre che fatto con notevole cura) e il disco sappia farsi apprezzare, almeno a livello epidermico che la stima penetri in profondità non si può proprio dirlo, ma in fondo non pare esere la prima preoccupazione dei due. Il merito di tale apprezzamento va sicuramente cercato nella squisita sensibilità pop che, oltre a dare la propria impronta anche nei momenti più squadrati o quando i synth pompano senza requie, regala alcune piccole perle che colpiscono in maniera infallibile: si vedano in special modo ‘Love is a bourgeois construct’, che si sviluppa sulla base di un prestito dal compositore barocco Henry Purcell, e la forse ancor più riuscita ‘Thursday’, a partire dall’avvolgente introduzione di basso (sintetico) e campane. I martelli stanno invece altrove e, forse per rassicurare i fan che hanno storto il naso di fronte al precedente, poco aggressivo ‘Elysium’. si parte subito a spron battutto con la trascinante ‘Axis’ poche parole e un aggiornamento del duo ai tempi dei Daft Punk seguita dal ritornello contagioso della successiva ‘Bolshy’ intenta, pare, a giocare con le parole indicando che la vecchia passione per l’estetica sovietica non ancora morta (il titolo significa ‘polemico’ o ‘riluttante’, ma anche l’abbreviazione di ‘bolscevico’). Il suono più duro in assoluto quello sfoggiato da ‘Shouting in the evening’ che, dopo una morbida introduzione ingannatrice, mette in mostra dei muscoli da Chemical Brothers, mentre il resto del programma si svolge su toni più caldi e arrotondati. Si prendano, ad esempio, ‘Fluorescent’ e ‘Inside a dream’, che un po’ eteree, un po’ inquietanti hanno il solo torto di avvicinarsi pericolosamente alla musica da tappezzeria, nonché la bella resa di uno Springsteen minore (‘The last to die’ da ‘Magic’) che pare abbandonare reduci e Vietnam per venir trasportata alla realtà della comunità gay. Gli elementi sopra indicati si fondono in un altro fra i pezzi migliori, la conclusiva ‘Vocal’ che sfoggia strofa suadente e ritornello danzerino per raccontare la musica che ai due piacerebbe ascoltare, cioè, in fondo, la loro: una dance intelligente e non troppo cupa, in cui anche il cantato ha la sua importanza. Ed certo che, nei Pet Shop Boys, la voce di Tennant, non bella ma straordinariamente efficace, abbia un peso specifico non indifferente: il resto lo fanno i sintetizzatori di Chris Lowe, un vero marchio di fabbrica che, però, alla lunga stufa almeno il sottoscritto. Ciò non toglie che, seppur con moderazione, a qualcuna di queste canzoni venga voglia di tornare mentre il piedino non riesce a stare fermo. Expand
Metascore
84

Universal acclaim - based on 29 Critics

Critic score distribution:
  1. Positive: 28 out of 29
  2. Negative: 0 out of 29
  1. Aug 1, 2013
    80
    Springsteen cover ‘The Last To Die’, is a witty aside, but throbbing 4/4 dominates as the electronic legends make a welcome return to their roots.
  2. 70
    Throughout the record a pleasing balance of melody and repetition is maintained.
  3. Jul 23, 2013
    70
    Electric isn't quite electrifying in the way that Very and Introspective and "What Have I Done To Deserve This?" are, but nearly every track has a moment or two that ignites seemingly long-gone enthusiasm.